Scommesse sul baseball 2026: dal margine di una quota alle tutele che restano

Updated Novembre 2026
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3 Novembre 2026 — dati e condizioni verificati il 3 Novembre 2026 sulle pagine di termini e condizioni dei concessionari e sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La Major League Baseball ha 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare.

Il baseball è lo sport che in Italia quasi nessuno guarda e moltissimi scommettono lo stesso. Non c’è un campionato nazionale che riempia le schedine, non c’è un derby che accende il bar sotto casa, eppure la voce «baseball» compare nei palinsesti, nei menu degli sport minori, nelle liste di mercati che gli operatori mostrano per far vedere quanto sono larghi. Chi ci punta lo fa quasi sempre per una ragione che non ha niente a che vedere con il baseball: una partita che si gioca a un’ora in cui il resto del mondo sportivo dorme.

Quella è la prima cosa da mettere sul tavolo, e non è una critica. Le partite della Major League Baseball si giocano di sera sulla costa est degli Stati Uniti, cioè nella notte italiana, e le finestre di gioco si aprono quando Serie A, Champions e tennis hanno già chiuso. Per chi cerca eventi fuori dagli orari affollati, è un’offerta vera. Per chi cerca un mercato profondo, un live ricco e una quota costruita con la stessa cura di un 1X2 di cartello, è una delusione ricorrente.

Il problema di questa pagina è quindi di scelta, non di entusiasmo. Le strade davanti a chi vuole giocare il baseball in Italia sono più di una e portano a posti diversi: c’è il grande concessionario generalista, quello che ha il baseball perché ce l’ha tutto il resto; c’è la piattaforma con il listino più profondo e il live più fitto; c’è il marchio che vive di casinò e concede allo sport una stanza secondaria; e poi c’è la strada che sembra più comoda di tutte, quella del sito internazionale che accetta giocatori italiani senza concessione, e che è anche l’unica che porta un problema penale in casa del lettore.

Prima di guardare i marchi, però, conviene capire che cosa si sta comprando quando si compra una quota. E poi che cosa lo Stato italiano pretende da chi quella quota la vende.

Indice dei contenuti
  1. Prevenzione e tutela: gli strumenti che un concessionario deve avere
  2. Consigli e metodo: che cosa significa analizzare una partita di baseball
  3. Competizioni e mercati: dove si gioca e che cosa si trova sul palinsesto
  4. Come valutare un bookmaker: i criteri che contano
  5. La classifica dei dieci concessionari: che cosa cambia da un marchio all’altro
  6. Scommesse sul baseball e margine: che cosa si tiene il bookmaker
  7. Concessione, palinsesto e sanzioni: il perimetro legale italiano
  8. Domande frequenti sulle scommesse sul baseball

Prevenzione e tutela: gli strumenti che un concessionario deve avere

La parte che quasi nessuno legge quando apre un conto è anche quella che decide che tipo di serata sarà. Gli strumenti di gioco responsabile non sono un ornamento delle condizioni contrattuali: sono obblighi che nascono dall’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, il decreto che ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza. Il testo elenca, per i concessionari, limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per singola categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli.

Tradotto in pratica: un bookmaker con concessione ADM non può lasciarti impostare il conto come se fosse un conto corrente qualunque. Deve chiederti, già in fase di registrazione, quanto vuoi poter depositare in una settimana o in un mese. E la differenza tra un limite e l’altro non è simmetrica.

AdmiralBet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il meccanismo è lo stesso in tutta la piazza e vale la pena dire perché: abbassare un tetto è una decisione che conviene a chi la prende, alzarlo è una decisione che conviene a chi ha appena perso. La finestra di sette giorni è il tempo che il regolatore ha messo tra il momento in cui uno se ne pente. Chi non ha mai provato a rialzare un limite non sa quanto quella pausa faccia bene.

Autoesclusione: una decisione che vale su tutta la piazza

L’autoesclusione è l’unico strumento di questa pagina che abbia effetto fuori dal bookmaker che lo attiva. Il Registro Unico degli Autoesclusi, in piedi dal 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. È l’unico caso in cui la parola «tutela» non è un aggettivo di marketing.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
I Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due regimi che convivono, e la lettura corretta è quella che pesa di più per il giocatore: la finestra lunga, quella che va oltre il mese, è ora molto più flessibile di prima.

Chi si esclude da un sito senza concessione, invece, resta scoperto. Il RUA non lo vede, perché il sito non è collegato al registro. È il primo posto in cui la scelta tra un marchio autorizzato e uno offshore smette di essere una questione di quota.

Il numero che nessuno chiama finché non serve

Fra gli strumenti che bet365 elenca figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un canale di ascolto gratuito, gestito fuori dal bookmaker. Vale la pena scriverselo, non perché serva, ma perché il giorno in cui serve non si cerca un numero su un sito di scommesse.

L’obbligo informativo ha anche un lato economico: l’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta e va detta per quello che è. Ma è anche la ragione per cui le pagine di gioco responsabile dei concessionari italiani esistono e sono uguali tra loro: le scrive un obbligo, non una vocazione.

Consigli e metodo: che cosa significa analizzare una partita di baseball

Il baseball è lo sport più adatto e più crudele per chi vuole ragionare sui numeri. Adatto perché ogni singola fase della partita produce una statistica; crudele perché la statistica che sembra più solida è spesso quella che inganna di più.

Per capirsi serve il regolamento, e il regolamento è più semplice di quanto sembri. Una partita si compone di nove inning, con tre eliminazioni per ogni mezzo inning; se il punteggio è pari dopo nove inning si giocano inning supplementari. Dentro ogni inning, tre strike fanno uno strikeout e quattro ball fanno una base per ball; ogni squadra schiera nove giocatori in campo. Chi ha giocato a softball o ha visto una partita di notte senza capire niente ha ora la struttura in mano.

Da quella struttura discendono due conseguenze che chi scommette deve tenere presenti.

Il lanciatore non è la squadra

Nel calcio, chi scommette sul risultato esatto guarda il modulo, la forma, gli infortuni. Nel baseball guarda un uomo solo, il partente, e la sua giornata. Un lanciatore che concede poco nei primi cinque inning può uscire e lasciare la partita a un bullpen che la ribalta: è una dinamica che nel calcio non esiste, dove il portiere resta in campo novanta minuti.

Questo non rende il baseball imprevedibile. Lo rende un gioco in cui la variabile da studiare non è la squadra ma il turno di lancio, e in cui una quota che sembra generosa su una squadra forte spesso sta semplicemente prezzando il partente sbagliato.

Perché una serie di tre partite non è una serie di tre giorni

Una squadra di MLB gioca la stessa avversaria tre o quattro volte di fila. Chi guarda i risultati degli ultimi dieci giorni vede una striscia e crede di vedere una tendenza; spesso ha visto tre partite contro la stessa avversaria, con gli stessi lanciatori schierati in ordine prevedibile. È il tipo di trappola che nessun sito di consigli segnala, perché raccontare una striscia è più facile che spiegarne la composizione.

Qui la disciplina che conta non è la previsione, è la contabilità. Chi punta sul baseball in Italia deve decidere prima quanto vale una giocata singola sul suo bilancio, e poi non toccare quella cifra per nessuna ragione, nemmeno per una partita che sembra evidente. La ragione è aritmetica, non morale: su un mercato a due esiti in cui il bookmaker si tiene una fetta di ogni euro puntato, il numero di giocate necessarie per recuperare una perdita cresce più in fretta della probabilità di recuperarla.

Il resto lo fanno gli orari. Le partite della MLB si giocano nella notte italiana, e chi scommette alle tre del mattino prende decisioni diverse da quelle che prenderebbe alle undici. Il limite di tempo di gioco che il conto chiede in registrazione esiste esattamente per questo, e il baseball è lo sport che lo rende più utile.

Competizioni e mercati: dove si gioca e che cosa si trova sul palinsesto

Il baseball è lo sport più ricco di partite del mondo, e questo cambia la faccia del calendario.

La Major League Baseball ha 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare. Sono 2.430 partite in una stagione regolare, quasi tutte nelle ore notturne italiane. Nessun altro sport offre un volume simile concentrato in un solo campionato.

La postseason della MLB porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni a ottobre, che si chiude con le World Series al meglio delle sette tra le due campioni di lega. Lì il calendario si stringe, gli orari diventano più civili e le quote si fanno più liquide, perché la partita singola pesa come una finale.

Che cosa resta nella memoria collettiva

I New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli. È il dato che ogni pagina di presentazione della MLB ripete, ed è anche quello che spiega perché un italiano che non ha mai visto una partita sappia nominare gli Yankees e nessun’altra franchigia.

L’ultimo capitolo è più recente e più utile per capire come funziona una serie. I Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7; l’MVP è stato Yoshinobu Yamamoto. Undici inning in una partita decisiva: chi ha visto quella serata ha capito in un colpo solo perché il baseball non si presta alle certezze che si vendono sui mercati a due esiti.

Fuori dagli Stati Uniti il baseball ha un calendario internazionale gestito dalla World Baseball Softball Confederation (WBSC), l’organo di governo internazionale del baseball. Le sue competizioni non riempiono i palinsesti italiani, ma compaiono nei listini di chi tiene la voce aperta tutto l’anno.

Under/Over, handicap e 1X2: il regolamento dei mercati

Il palinsesto è una parola tecnica e vale la pena usarla con precisione. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è cosa che si legga da fuori.

Sul baseball i mercati che si trovano più spesso sono gli stessi del calcio, tradotti: l’esito finale a due esiti senza pareggio, l’Under/Over sulle corse totali, l’handicap sulle corse e i mercati combo che impacchettano più esiti in una giocata sola. Chi cerca il regolamento di un mercato lo trova nelle condizioni del singolo operatore, non in una fonte unica: non esiste una pagina ADM che spieghi come si legge un handicap sulle corse.

Una nota che vale per tutti: il baseball è uno sport in cui il pareggio non esiste nella partita singola — si va avanti finché qualcuno vince — e questo elimina dalla schedina una delle tre caselle che in Italia tutti conoscono. Un mercato a due esiti invece di tre non è un dettaglio: cambia la matematica della quota, e la cambia in un modo che conviene capire prima di guardare i listini.

Un ultimo punto sul live. Le scommesse live di baseball hanno una caratteristica che nessun altro sport condivide: il cronometro non esiste, la pausa tra un inning e l’altro è l’unico respiro, e la finestra per entrare su un mercato si chiude quando il lanciatore prende la palla. ADM non pubblica regole sui mercati live né sui ritardi applicati, e non esiste un elenco ufficiale dei mercati live disponibili. Chi vuole sapere come si comporta una piattaforma su un singolo di baseball a metà partita deve provarla, oppure leggere le condizioni dell’operatore prima di puntare.

Come valutare un bookmaker: i criteri che contano

Mettere in fila dieci nomi è facile; decidere quale di quei dieci serve a te è un’altra operazione, e richiede di sapere che cosa si sta guardando.

Il primo criterio è la concessione, e non è una formalità. In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it proprio. L’elenco pubblicato da ADM è l’unico test di chi la possiede, e ha una particolarità che quasi tutte le pagine di confronto dimenticano: non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive, perché un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. E la concessione è per sito, non per azienda: un’impresa può tenerne più d’una, come Eurobet Italia S.r.l., gestisce i portali Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Il secondo criterio è la profondità del listino, e si misura in un modo solo: quanti sport, quante competizioni, quanti mercati per evento.

Il terzo è il costo implicito di ogni giocata, cioè il margine che il bookmaker si tiene su un mercato. Non è pubblicato da nessuno e si ricava dalle quote. È il criterio che separa due operatori che sembrano identici.

Il quarto è la tenuta delle condizioni: che cosa succede quando un limite va alzato, quando un prelievo tarda, quando un conto viene verificato.

Nessuno dei quattro si legge dalla home page. Tutti e quattro stanno nelle condizioni contrattuali, che sono lunghe, scritte in piccolo e — vale la pena dirlo — sono l’unica fonte che conta quando qualcosa va storto.

La classifica dei dieci concessionari: che cosa cambia da un marchio all’altro

Dieci operatori con concessione ADM, tutti su dominio .it, tutti con un concessionario che risponde all’Agenzia. Quello che li distingue non è la legalità — lì sono tutti uguali — ma l’ampiezza dello sport, la presenza del baseball e il modo in cui trattano il conto di chi ci gioca.

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono le condizioni sul tema
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Ampio listino di calcio e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile; autoesclusione da 7 a 270 giorni
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Freebet settimanale da 5 € nel programma Extra Bet Club, fino a 100 €
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG e combo
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; Cash Out per chiudere le schedine prima della fine
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Baseball tra gli sport coperti, centinaia di eventi virtuali e live score

La prima cosa che salta all’occhio nella colonna del concessionario è che il marchio e l’azienda quasi mai coincidono. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Betsson e StarCasinò fanno capo alla stessa Azzurri Limited, e Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy. Non è un errore di compilazione: è come funziona il settore. Chi cerca il nome dell’azienda lo trova nelle condizioni del sito, non nel marchio.

La seconda cosa è che il baseball, in questa lista, non è affatto un dato diffuso. Le condizioni di questi dieci operatori parlano di calcio, di Serie A e Serie B, di Premier League e Bundesliga, di tennis, basket, volley, motociclismo, ciclismo, golf, esports, ippica e virtuali. Il baseball compare in modo esplicito in un solo elenco: l’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. È l’unico dei dieci di cui le condizioni nominino il baseball alla lettera.

Questo non vuol dire che gli altri nove non lo offrano. Vuol dire che le loro condizioni e le loro schede pubbliche non lo nominano, e una pagina che promette baseball su nove piattaforme senza una riga che lo confermi sta vendendo un’aspettativa, non un’informazione. La verifica va fatta sul palinsesto dell’operatore, prima di depositare: è una ricerca di due minuti, e nessuno la fa.

Planetwin365: il generalista che copre tutto, baseball compreso

Il marchio di Pwo S.p.a., concessione n. 16007, si presenta con un listino che copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il baseball, in un listino così costruito, non è una scelta editoriale: è una conseguenza della larghezza. Su una piattaforma che tiene aperte più di venti discipline, la voce arriva insieme alle altre e resta al suo posto tutto l’anno, senza essere pubblicizzata. È un vantaggio concreto per chi cerca un evento alle tre del mattino e non vuole aprire cinque siti per trovarlo.

Il costo di quella larghezza è un’altra cosa: la profondità per singolo evento. Chi tiene aperto tutto non può scavare ovunque, e su una partita di regular season di metà luglio è ragionevole aspettarsi un listino essenziale, con i mercati principali e poco altro. Chi cerca l’appoggio di un corner, un mercato sui lanciatori o un’opzione sulle corse totali per singolo inning, qui lo troverà solo se la partita è abbastanza grande da meritarlo.

La diretta fa il resto. Un listino di venti discipline con risultati in tempo reale rende la piattaforma utile anche per chi segue il baseball senza puntarlo, e questa è una categoria di utente più numerosa di quanto sembri.

AdmiralBet: il conto che ti obbliga a decidere prima

Admiral Bet S.r.l., concessione n. 16048, è l’operatore di questa lista su cui la documentazione è più abbondante, ma la parte interessante non è la promozione: è la registrazione.

In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Tre dimensioni diverse, tre orizzonti temporali diversi. È il tipo di struttura che un giocatore esperto apprezza e che un giocatore distratto attraversa cliccando «avanti» senza leggere.

Sull’autoesclusione il marchio ha due regimi che convivono: le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La differenza tra i due regimi non è cosmetica. Novanta giorni sono un trimestre di silenzio; duecentosettanta sono nove mesi, e nove mesi sono la vita di una stagione di baseball intera. Chi sceglie la finestra lunga non lo fa per una partita andata male, lo fa perché ha capito che il problema non è quella partita.

Restano i mercati sportivi, che le condizioni documentate trattano senza particolare enfasi, e il baseball non è nominato. Un profilo serio sul versante della tutela e prudente su quello del listino: chi cerca il palinsesto più profondo probabilmente qui non si ferma.

William Hill: la freebet che premia chi gioca grosso

William Hill Malta Plc, concessione n. 16044, costruisce la sua proposta sportiva attorno a un programma ricorrente invece che a un bonus una tantum.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Il meccanismo merita due righe di lettura, perché il numero che conta non è il 5 €.

Cinque eventi in una multipla significa cinque occasioni di sbagliare, e la quota totale minima di 10.0 significa che il bookmaker prezza quella multipla come improbabile. Il club non è un regalo: è un incentivo a giocare combinazioni difficili con una puntata minima di 20 €, ogni settimana, per una stagione. Il tetto di 100 € dice anche quanto vale l’intero programma nell’arco di un anno: poco più di venti settimane di Serie A.

Per chi gioca già multiple di quella taglia, la freebet è un extra che arriva senza cambiare abitudini. Per chi non le gioca, il programma è un invito a costruire combinazioni che non avrebbe costruito — ed è esattamente il comportamento che i requisiti premiano.

Betfair: la piattaforma dove la quota la fa la domanda

Betfair Italia S.r.l., concessione n. 16028, è il nome che in questa lista ha una storia tecnica diversa da tutti gli altri, perché il betting exchange è una categoria giuridica a sé.

L’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, e l’art. 2, lett. u) le definisce: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima sul back di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è cosa che si ricavi da fuori.

Sul lato sportivo, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Il baseball non è nominato, ma un exchange non ha bisogno di nominare gli sport: li ha se qualcuno dei suoi utenti li vuole.

Il vantaggio di un exchange è strutturale e vale la pena dirlo in una riga: dove la quota la fa il mercato, il margine del bookmaker non esiste come tale, esiste una commissione sulle vincite. Lo svantaggio è che senza contro-partita non c’è prezzo, e la contro-partita su una partita di baseball di notte non è garantita.

BetFlag: il bonus grande e il conto che si apre con SPID

Betflag S.p.a., concessione n. 16008, è il marchio di questa lista con la promozione più visibile e, insieme, il percorso di apertura conto più tracciato.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto di 5.000 € dice una cosa sola: che chi deposita 100 € riceve 100 € e chi deposita 10.000 € ne riceve 5.000. La percentuale è la stessa per tutti, il valore assoluto no, e il bonus è accreditato su saldo — cioè è denaro giocabile, non una freebet separata con una sua scadenza.

Sull’apertura del conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il conto di gioco richiede identificazione completa, e chi non usa SPID deve farsi validare entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni sono pochi se il conto lo si apre per una partita che si gioca stanotte.

Il baseball, nelle condizioni documentate, non compare. Chi arriva qui per il bonus e resta per il baseball probabilmente resterà deluso; chi arriva per il bonus e resta per il calcio non avrà problemi.

Betsson: il listino profondo e la doppia anima

Azzurri Limited gestisce due marchi di questa lista, e Betsson è quello sportivo.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. «Migliaia di eventi» è la formula che ogni operatore grande usa, e va letta per quello che è: copertura ampia su calcio e sui grandi sport, con i mercati accessori che seguono.

Il baseball qui vive nello stesso posto in cui vive negli altri listini generalisti: nella coda lunga degli eventi notturni. La differenza è che un listino pre-match e live su migliaia di eventi ha più probabilità di tenere la voce aperta anche quando la partita è di regular season, perché il costo marginale di aggiungere un mercato su una piattaforma già grande è basso.

Il casinò accanto allo sport non è una distrazione, è la metà del prodotto. Chi apre il conto per il baseball troverà una vetrina che non lo riguarda, e non è detto che sia un problema — ma è bene saperlo prima di impostare un limite di spesa settimanale pensando allo sport e ritrovarsi a spenderlo altrove.

StarCasinò: lo sport come secondo piano dichiarato

StarCasinò, concessione n. 16026, è la seconda testa della stessa Azzurri Limited e il caso più chiaro di questa lista: un marchio che nasce dal casinò e aggiunge lo sport.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. «Principali eventi» è un perimetro preciso: le partite di cartello, quelle che riempiono la prima pagina del listino.

Il baseball, che di partite di cartello ne produce una manciata all’anno — e solo a ottobre, nelle World Series — sta esattamente al bordo di quel perimetro. Per la maggior parte della stagione è un evento che il listino non ha motivo di mettere in evidenza.

Questo non rende il marchio inutile: rende il marchio inutile per questo scopo. Un conto aperto su una piattaforma casino-first per cercare baseball notturno è un conto che starà chiuso dieci mesi l’anno.

SNAI: la funzione che risolve il problema del baseball

Snaitech Spa, concessione n. 16032, arriva in questa lista con una delle funzioni più discusse dagli scommettitori negli ultimi anni.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il listino dei mercati che le condizioni nominano è interamente calcistico: goal, tiri in porta, cartellini, rigori.

Il Cash Out, però, è la funzione che sul baseball cambia più che sul calcio. Una partita che si decide all’undicesimo inning mette in difficoltà chiunque abbia costruito una multipla: chiudere la giocata prima della fine trasforma una serata in corso in un numero certo. Non è una funzione neutra — il prezzo che la piattaforma offre per chiudere è fissato da lei, e non è mai il prezzo di mercato — ma è l’unico strumento che sul baseball notturno permette di non dover guardare fino alla terza di notte.

Sul resto, il marchio resta un generalista con una storia lunga nelle scommesse italiane. Il baseball non è nominato, e la verifica va fatta sul palinsesto.

Goldbet: il conto verificato e il catalogo dei campionati

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16009, è il nome dietro Lottomatica, e su questa pagina interessa per due aspetti.

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. «Tutti i campionati di calcio e altri sport» è la struttura di chi ha costruito il prodotto attorno a un pubblico abituato al pallone.

Il secondo aspetto è il più concreto e meno raccontato: il conto si può aprire anche con CIE, oltre che con SPID, attraverso un fornitore SPID. È il percorso di identificazione più snello disponibile oggi in Italia, ed è quello che riduce il rischio dei trenta giorni di validazione mancata — che sui prelievi è il blocco che fa più male e arriva più spesso in silenzio.

Il baseball non è nominato fra gli sport coperti. Chi punta sul calcio trova pane per i suoi denti; chi punta sulla MLB trova un conto che funziona e nessuna indicazione sul listino.

NetWin: l’unico che nomina il baseball

Netwin Italia S.p.a., concessione n. 16035, chiude questa lista con l’unico dato che la riguarda davvero: le sue condizioni nominano il baseball alla lettera.

L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Non è una dichiarazione di profondità sul singolo mercato di baseball; è una dichiarazione di presenza. Su una disciplina che gli altri nove non nominano, la presenza è già una risposta.

La seconda metà del listino è quella Virtuali: centinaia di eventi simulati che partono ogni due minuti, senza orari notturni e senza attesa. Sul baseball puro l’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 definisce le scommesse su eventi simulati — eventi sportivi generati al computer, mostrati con animazione o con una partita reale preregistrata — e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive. Chi vuole baseball a orario italiano trova lì quello che il calendario della MLB non concede.

Il rovescio della medaglia è l’ampiezza del resto: un marchio che copre undici sport e qualche centinaio di eventi virtuali al giorno non è un libro specializzato, e le dimensioni di un listino non si leggono da un elenco di discipline.

Scommesse sul baseball e margine: che cosa si tiene il bookmaker

Il prezzo di una scommessa è composto da due parti che il giocatore vede come una sola. La prima è la probabilità che il bookmaker attribuisce a un esito; la seconda è il suo compenso. Quella seconda parte non si legge da nessuna parte, ma si ricava aritmeticamente dalle quote e, una volta ricavata, cambia il modo in cui si guardano due offerte apparentemente identiche.

Il calcolo è questo: la quota di ritorno di un mercato è 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote del mercato, e il margine è 100 % meno quella quota di ritorno.

Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90 — un esempio costruito per far vedere il meccanismo, non un prezzo quotato da qualche operatore su qualche partita. I reciproci di 1,90 e 1,90 sono entrambi circa 0,5263; la somma fa circa 1,0526; il reciproco di quella somma, cioè la quota di ritorno del mercato, è circa il 95 %; il margine del bookmaker è quindi circa il 5 %.

Un margine di questa grandezza, su un mercato a due esiti di uno sport minore, è nel campo del plausibile ma non certo. Il valore di riferimento cambia con il listino e con il tipo di evento: su una partita di regular season di baseball, dove il volume è basso e la partita si gioca quando in Italia è notte fonda, un 5 % sull’esito finale sarebbe un prezzo rispettabile, mentre lo stesso mercato su una partita di metà classifica di Serie A con milioni di euro puntati si avvicina all’estremo più basso della scala, e su una manifestazione di nicchia il margine tende a salire. Su una partita di baseball di regular season, quindi, il margine effettivo sta verosimilmente su una banda che va da quella soglia verso l’alto, non verso il basso.

La differenza tra un margine al 5 % e uno al 7 % sembra piccola e non lo è. Su dieci giocate dello stesso importo, due punti di margine valgono più di una giocata intera. È il motivo per cui, sul baseball, la scelta del bookmaker pesa più che su qualunque altro sport: su un mercato stretto e poco liquido, il margine è la variabile che l’operatore controlla e il giocatore no.

Vale la pena aggiungere che il confronto tra due marchi non si fa sul margine di un solo mercato, e nemmeno sul margine di una sola partita. Un operatore può prezzare stretto l’esito finale e largo l’Under/Over, e chi punta sempre lo stesso tipo di mercato non se ne accorge. Il controllo va fatto sulla giocata che si fa davvero, sulla partita che si sta guardando, con le quote che sono a schermo.

Un’ultima avvertenza sulla lettura: il margine di un mercato non è il costo di una giocata. È il costo medio su tutte le giocate di quel mercato. Chi punta una volta sola paga quel margine dentro la propria quota, e il risultato della propria partita resta una questione di baseball, non di aritmetica.

Concessione, palinsesto e sanzioni: il perimetro legale italiano

La legalità di un sito di scommesse, in Italia, è una domanda con una risposta binaria e un solo posto dove cercarla.

ADM (ex AAMS) — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Nella lettura del 25 ottobre 2026 quell’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione non è una licenza aperta: è un titolo assegnato per gara pubblica. Il quadro sta nel D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo. L’art. 6, comma 3 concede ai vincitori della gara di gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Il test pratico è quindi semplice da fare e va fatto una volta sola, prima di depositare: cercare il sito sull’elenco ADM. E qui va detta la cosa che le pagine di confronto saltano sempre: un nome sull’elenco non basta. La lista non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Che un marchio offra baseball si vede dal suo sito e dalla sua app, non da una riga di registro.

Le concessioni sono per sito. Un’impresa può tenerne più d’una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce i siti Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Il palinsesto: perché non si scommette su tutto

C’è un secondo livello, meno visibile del primo e più vincolante. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Non esiste un diritto a scommettere su una partita solo perché quella partita esiste.

Per il baseball questo ha una conseguenza diretta: che una partita di MLB sia disponibile su una piattaforma italiana è una decisione, non un automatismo. Chi trova il baseball su un listino lo trova perché quel concessionario ha messo l’evento nel proprio programma. Chi non lo trova non ha sbagliato sito.

Le scommesse su eventi simulati stanno nella stessa cornice: l’art. 2, lett. v) le definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e l’art. 6, comma 1, lett. a) le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti italiani vivono lì. Quanto all’ippica, il legislatore tiene separate due cose: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria.

Su un punto conviene essere netti: un tetto legale in euro sulle puntate sportive non è previsto. Gli strumenti che limitano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie da sé e il limite di deposito impostato in registrazione.

Età, identità e conto di gioco

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino, le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il conto di gioco richiede identificazione completa. Le strade sono due: il modulo con copia di un documento, oppure SPID — e alcuni operatori anche CIE attraverso un fornitore SPID, come nel caso di Goldbet. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. È la regola che produce più conti bloccati di qualunque altra, e produce un effetto spiacevole: il blocco arriva quando si prova a prelevare, cioè nel momento in cui il problema costa di più.

Autoesclusione e limiti: chi decide quanto si gioca

Al momento della registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. L’art. 15, comma 1 elenca gli strumenti che i concessionari devono mettere a disposizione: limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è nota.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche. È, come detto, l’unico strumento con effetto su tutta la piazza — e l’unico che un sito privo di concessione non vede.

Ricariche, prelievi e strumenti di pagamento

I «punti vendita ricariche» sono disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che caricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Sono un canale di ricarica, non di incasso, e la distinzione conta per chi pensa di ritirare una vincita in tabaccheria.

Gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non esiste una norma che nomini strumenti approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Il Decreto Dignità e la pubblicità

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A far rispettare il divieto è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il decreto, dall’altro lato, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori non autorizzati può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Sul fronte applicativo, la stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proposto per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge, e il divieto è in vigore alla data della verifica.

Sui bonus la distinzione è netta e viene spesso confusa: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge agli importi né ai requisiti di puntata, e quindi ammontari, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore.

Tasse: chi paga e che cosa si dichiara

L’imposta sui giochi la paga il concessionario, non il giocatore, ed è per questo che in Italia una vincita sportiva arriva già netta. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta è sul canale fisico e 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite corrisposte secondo la stampa di settore; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore lo ripete dal 2024 al 2026, «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è: consultare un commercialista.

Il discorso cambia completamente con i siti non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Siti inibiti, oscuramento e la regola che riguarda il giocatore

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il termine tecnico per il risultato è «oscurati», e descrive esattamente quello che succede: il sito non sparisce, diventa irraggiungibile da quella rete.

La parte che riguarda il lettore è un’altra e sta nella Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM stessa richiama il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore per come la enuncia ADM; l’importo in euro dell’ammenda e i casi giudiziari contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero, secondo una fonte di settore.

Il confronto onesto, a questo punto, si fa su quattro voci. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle quattro, è esposto all’oscuramento e, per come ADM enuncia la regola, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere che in Italia non valgono nulla, e la zona in cui operano è quella senza protezione: nessun marchio lì dentro ha qualcosa da offrire che compensi quello che manca.

Domande frequenti sulle scommesse sul baseball

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Che una partita esista non basta: deve essere inserita nel programma del concessionario e approvata. Per il baseball questo significa che la disponibilità di una partita di MLB su una piattaforma italiana è una decisione editoriale dell’operatore, non un automatismo di calendario.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il sito nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), che alla lettura del 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un dominio .it. La lista non ha però una colonna per i giochi: un nome presente non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Le condizioni del singolo operatore indicano numero di concessione e società.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Con 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Nelle multiple le quote si moltiplicano tra loro e formano un prezzo unico, e in una multipla con cinque eventi è sufficiente sbagliarne uno perché la giocata non restituisca nulla.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si prende il reciproco di quella somma: è la quota di ritorno del mercato. Il margine è 100 % meno quella quota. Su un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 e 1,90 la quota di ritorno è circa il 95 % e il margine circa il 5 %. Il valore reale varia con lo sport e con il tipo di partita.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Il prelievo cade sul concessionario, non sul giocatore: l’imposta unica è del 20,5 % sulla raccolta del canale fisico e del 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano già nette e non si dichiarano. Chi gioca su siti non autorizzati rischia invece una dichiarazione come redditi diversi; conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede invece sette giorni di attesa: AdmiralBet, per esempio, chiede di impostare anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra del limite che ADM fissa nella gara di concessione non è nota.

Creato dalla redazione di «Battutaemazza».